Australopiteco Plastikart Studio, 2016 in gomma siliconica al platino, resina poliuretanica, peli di bue muschiato.

Australopiteco, La Fine del Mondo, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci

on 19 Ott 2016
in art gallery - urban installation, human reconstruction - ricostruzione umana, museum - allestimento museale, plastic art - visual art, scenography - scenografia, special effect - make up
by
with Commenti disabilitati su Australopiteco, La Fine del Mondo, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci

Australopiteco dello Studio Plastikart per la mostra  “La Fine del Mondo”, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato 2016. A cura di Fabio Cavallucci. 2016

Australopiteco realizzato dallo Studio Plastikart di Zimmermann & Amoroso. In scala 1:1. Gomma siliconica al platino, resina poliuretanica, peli di bue muschiato. 2016, 16 ottobre 2016—19 marzo 2017

Australopithecus made by Plastikart Studio. For “The End of the World”: inaugural exibition of the new Luigi Pecci Centre for Contemporary Art, curated by Fabio Cavallucci. Prato Italy 2016, October 16, 2016—March 19, 2017

Il nuovo Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato riapre il 16 ottobre 2016, dopo il completamento dell’avveniristico ampliamento a forma di navicella spaziale dell’architetto di stanza a Rotterdam Maurice Nio e la riqualificazione dell’edificio originario di Italo Gamberini.
In occasione della sua riapertura, il Centro Pecci presenta la mostra La fine del mondo, a cura del direttore Fabio Cavallucci con la collaborazione, oltre che del team interno, di un nutrito gruppo di advisor internazionali composto da Elena Agudio, Antonia Alampi, Luca Barni, Myriam Ben Salah, Marco Brizzi, Lorenzo Bruni, Jota Castro, Wlodek Goldkorn, Katia Krupennikova, Morad Montazami, Bonaventure Soh Bejeng Ndikung, Giulia Poli, Luisa Santacesaria, Monika Szewczyk e Pier Luigi Tazzi.

Attraverso le opere di oltre 50 artiste e artisti internazionali e con un allestimento che si estende sull’intera superficie espositiva del museo di oltre 3000 metri quadrati, la mostra si configura come una specie di esercizio della distanza, che spinge a vedere il nostro presente da lontano.
Durante il percorso il pubblico sperimenterà la sensazione di vedersi proiettato a qualche migliaio di anni luce di distanza, per rivedere il mondo di oggi come se fosse un reperto fossile, lontano ere geologiche dal tempo presente, con la sensazione di essere sospesi in un limbo tra un passato ormai lontanissimo e un futuro ancora distante.

La fine del mondo si colloca all’interno di questo limbo e attraverso lavori di natura diversa, spesso da attraversare, da esperire fisicamente, in una scansione di spazi e di suoni che si succedono, trascina in un movimento continuo, ineluttabile, una specie di loop, di eterno ritorno che ritmicamente ci allontana e ci riavvicina al presente, proponendoci nuove chiavi di lettura.

Artisti/Artists:: Adel Abdessemed, Jananne Al-Ani, Darren Almond, Giovanna Amoroso & Istvan Zimmermann Plastikart Studio, Anonimi del paleolitico inferiore, Anonimo del paleolitico superiore, Aristide Antonas, Riccardo Arena, Kader Attia, Francis Bacon, Babi Badalov, Fayçal Baghriche, Francesco Bertelè, Rossella Biscotti, Björk, Umberto Boccioni, Kerstin Brätsch, Cai Guo-Qiang, Julian Charrière & Julius von Bismarck, Ali Cherri, Analivia Cordeiro, Isabelle Cornaro, Vincenzo Maria Coronelli, Hanne Darboven, Pippo Delbono, Marcel Duchamp, Marlene Dumas, Jimmie Durham, Olafur Eliasson, Federico Fellini, Didier Fiuza Faustino, Lucio Fontana, Carlos Garaicoa, Adalberto Giazotto, Arash Hanaei, Camille Henrot, Thomas Hirschhorn, Joakim, Polina Kanis,Tadeusz Kantor, Tigran Khachatryan, Robert Kusmirowski, Andrey Kuzkin, Volodymyr Kuznetsov, Suzanne Lacy, Ahmed Mater, Boris Mikhailov, NASA, Henrique Oliveira, Lydia Ourahmane, Pëtr Pavlensky, Gianni Pettena, Agnieszka Polska, Pablo Picasso, Pussy Riot / Taisiya Krugovykh, Qiu Zhijie, Józef Robakowski, Batoul S’Himi, Fari Shams, Santiago Sierra, Hiroshi Sugimoto, Luis Urculo, Emmanuel Van der Auwera, Ekaterina Vasilyeva & Hanna Zubkova, Andy Warhol, Ingrid Wildi Merino, Andrzej Wróblewski, Alik Yakubovich, David Zink Yi

 

Australopiteco Plastikart Studio

Australopiteco Plastikart Studio, 2016 in gomma siliconica al platino, resina poliuretanica, peli di bue muschiato.

Australopiteco Plastikart Studio

Australopiteco Plastikart Studio, 2016 in gomma siliconica al platino, resina poliuretanica, peli di bue muschiato.

Australopiteco Plastikart Studio, 2016 in gomma siliconica al platino, resina poliuretanica, peli di bue muschiato.

Australopiteco Plastikart Studio, 2016 in gomma siliconica al platino, resina poliuretanica, peli di bue muschiato.

 

 

 

 

 

Australopiteco Plastikart Studio, 2016 in gomma siliconica al platino, resina poliuretanica, peli di bue muschiato.

Australopiteco Plastikart Studio, 2016 in gomma siliconica al platino, resina poliuretanica, peli di bue muschiato.

Australopiteco Plastikart Studio, 2016 in gomma siliconica al platino, resina poliuretanica, peli di bue muschiato.

Australopiteco Plastikart Studio, 2016 in gomma siliconica al platino, resina poliuretanica, peli di bue muschiato. “Fine del mondo”, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato 2016. A cura di Fabio Cavallucci.

Australopiteco Plastikart Studio,

Australopiteco Plastikart Studio,

Australopiteco Plastikart Studio

Australopiteco Plastikart Studio

Australopiteco Plastikart Studio

Australopiteco Plastikart Studio

Australopiteco Plastikart Studio

Australopiteco Plastikart Studio

Australopiteco Plastikart Studio

Australopiteco Plastikart Studio

Australopiteco Plastikart Studio

Australopiteco Plastikart Studio

Australopiteco Plastikart Studio

Australopiteco Plastikart Studio

Australopiteco Plastikart Studio Centro Pecci Arte contemporanea

Australopiteco Plastikart Studio
Centro Pecci Arte contemporanea

Pin It

Comments are closed.

« »